
Approvato il DDL Brunetta. Passa il nostro emendamento
COMUNICATO DEL 25 FEBBRAIO 2009
In data odierna, con l’approvazione del testo definitivo da parte del Senato della Repubblica, il DDL Brunetta “Delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico” è diventata Legge dello Stato.
Detta Legge autorizza il Governo, entro 9 mesi, ad emanare uno o più decreti legislativi volti a riformare diversi aspetti del D.Lgs. 165/2001.
Questa normativa, discendendo dalle linee guida del “progetto industriale” elaborato da Brunetta subito dopo l’insediamento al Governo, non ci può soddisfare in quanto non ha recepito tutte le istanze presentate dal Sindacato.
Però non possiamo negare la parziale soddisfazione per aver ottenuto la modifica del comma 11. art. 72, legge 133/2008 che testualmente recita: “
11. Nel caso di compimento dell'anzianità massima di servizio effettivo (1) di 40 anni del personale dipendente, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono risolvere, fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici, il rapporto lavoro con un preavviso di sei mesi. Con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti i Ministri dell'interno, della difesa e degli affari esteri, sono definiti gli specifici criteri e le modalità applicative dei principi della disposizione di cui al presente comma relativamente al personale dei comparti sicurezza, difesa ed esteri, tenendo conto delle rispettive peculiarità ordinamentali. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano a magistrati e professori universitari.
(1) testo così modificato in seguito dell’approvazione del DDL Delega sull’ottimizzazione del pubblico impiego.”
Con l’innalzamento a 40 anni effettivi di servizio, pur non sanando il problema della disparità di trattamento fra tutti i lavoratori dell’Università, abbiamo tamponato le conseguenze negative connesse ai “pensionamenti d’ufficio” che gran parte delle Amministrazioni Universitarie attuavano con “sospettabile solerzia” e celerità nei confronti dei dipendenti poiché ottenevano un risparmio finanziario notevole, visto che il turn over attuale impone solo 2 assunzioni ogni 10 uscite dal servizio, facendo “cassa sulla pelle dei lavoratori”.
Certamente auspichiamo un confronto concertativo con il Governo affinchè i decreti attuativi vengano fatti in positivo per la Pubblica Amministrazione, cancellando una volta per tutte il luogo comune che vede il Pubblico Impiego pieno di “fannulloni” da punire, tenendo conto delle preziose esperienze che i lavoratori, tramite la rappresentatività del Sindacato, possono tradurre in miglioramenti correttivi alla legislazione sul lavoro pubblico.
Il Governo dovrà finalmente capire che le riforme dell’organizzazione del lavoro pubblico si fanno ascoltando le esigenze della base e non contro i lavoratori.
IL SEGRETARIO GENERALE
(Antonio Marsilia)