
Comunicato - anzianità 40 anni - pensionamento
A seguito delle pressioni esercitate dalla nostra O.S., unitamente alla Confederazione, sulle Commissioni Parlamentari, è stato inserito un emendamento al DDL Brunetta in cui si stabilisce che nella P.A. il conteggio del tetto massimo di anzianità previsto a 40 anni per il pensionamento “forzato” dovrà essere riferito a 40 anni di servizio effettivo anziché a 40 anni coperti da contributi figurativi, come prevede la norma della L. 133/08, quelli cioè legati al riscatto del periodo di laurea, specializzazione e servizio militare.
L’emendamento è passato di misura (248 sì, 242 no) ma, pur non recependo tutte le nostre richieste, mette un freno importante alle Amministrazioni che già avevano iniziato ad applicare una norma alquanto discutibile perché contraddittoria alla linea politica che vuole aumentare anche per le donne, l’età anagrafica necessaria per andare in pensione. E’ chiaramente una norma introdotta per fare “cassa” e non per ringiovanire i ruoli dei dipendenti pubblici visto che è stato fortemente ridotto il turn over (2 assunzioni ogni 10 pensionandi).
Riteniamo inoltre che la norma emendata non si era posto il problema duplice che ne scaturiva dall’applicazione; un forte aumento della spesa previdenziale (e quindi dello Stato che invece vuole risparmiare) e dell’inevitabile ridimensionamento dei servizi pubblici erogati.
Questi motivi, unitamente all’ingiusta disparità introdotta fra lavoratori pubblici e lavoratori privati, ci hanno indotto a richiedere l’esclusione dei ricercatori e dei tecnici amministrativi dalla applicazione della norma in oggetto che è stata prevista per la docenza universitaria.
Auspichiamo che nel prossimo iter parlamentare, di cui daremo debita informazione, possano essere soddisfatte totalmente le aspettative dei lavoratori dell’Università.
IL SEGRETARIO GENERALE
(Antonio Marsilia)